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Tina Raucci

Un’infanzia difficile, il lavoro iniziato a 14 anni e una lunga gavetta tra Italia, Svizzera e Brasile. Così il cuoco salentino ha costruito una carriera imprenditoriale da milioni di euro. Oggi, dopo aver ceduto le sue quote, riparte da un nuovo progetto a San Paolo

Da un’infanzia difficile alla gestione di oltre 30 café e ristoranti in Brasile, con fatturati milionari: è la storia di Rodolfo De Santis, chef di Gallipoli e oggi imprenditore di successo in Sud America. Il suo è stato un percorso ad ostacoli e salite, eppure nulla gli ha impedito di trovare riscatto, arrivando a costruire in Brasile un impero nel settore della ristorazione.

«Non ho mai voluto subire le situazioni. Nelle difficoltà cerco sempre la svolta: quando non la trovo, la creo da solo» afferma Rodolfo. Lo chef salentino, di 40 anni, lascia Gallipoli insieme ai genitori e ai fratelli durante l’adolescenza: «La mia era una famiglia molto semplice. Mia madre si occupava di pulizie per altri, mio padre lavorava in una pescheria. Quando avevo 13 anni, credendo che il Nord ci avrebbe offerto una vita migliore, ci siamo trasferiti a Brescia» racconta De Santis. Ma lì inizia la sfida più dura: «Mio padre ha sofferto di gravi problemi di salute. Così mia madre ha dovuto crescere noi figli da sola, lavorando sempre nel settore delle pulizie. Lei è stato il mio esempio più grande. Mi ha insegnato a non temere la fatica». «Io non ho voluto starmene con le mani in mano. Ero il figlio più grande e sentivo di dover dare il mio contributo in quella situazione. Volevo che i miei genitori e i miei fratelli potessero contare su di me. E a 14 anni ho iniziato a lavorare in cucina» prosegue.