Avrebbe compiuto 34 anni il 2 agosto del 1980, poi lo scoppio e lo strazio. E’ sepolto a Pontelagoscuro. Il documentario ’A mezzanotte pensami’ ricostruisce la sua vita e gli ultimi momenti: verrà proiettato oggi."Ciao amore. A mezzanotte pensami", aveva 33 anni Vincenzo Petteni, nei suoi occhi già le coste della Sicilia, la spiaggia, il sole e la vita. Era partito da Ferrara in treno, poi Bologna, l’aereo per quell’isola. Era con un amico, anche lui di Ferrara. E quell’aereo persero. Tornarono in stazione a Bologna, perché a 33 anni un treno per il sud è già una vacanza. Ma nemmeno su quel treno salirono mai. Le lancette della vita si sono fermate alle 10,25 sull’orologio della stazione, sala d’aspetto di seconda classe, due agosto. Mirco Castellaro era il suo amico. Aveva 33 anni, lavorava alla Vortex Hidra. Era sposato, un figlio di sei anni. Lo scoppio, una falce. 85 morti, più di 200 feriti. Nell’immaginario collettivo la strage d’Italia.

"A mezzanotte pensami", disse alla moglie Luciana, che tutti chiamano Katia, 84 anni, che a Ferrara vive ancora. Un saluto prima di partire, la valigia gonfia di camicie. Il giorno dopo avrebbe compiuto 34 anni. Katia avrebbe voluto restasse con lei, per festeggiare insieme il compleanno. Quella frase – un addio – ha dato il titolo al docufilm ’La vita ritrovata di Vincenzo Petteni’, regia di Paolo Bertazza. Fotografia Alejandro Ventura. Aiuto regia e operatore di ripresa Ariannys Di Silvestro. Ricerca storica e coordinamento delle testimonianze Anna Chiappini, supervisione storica Sara Poledrelli. Verrà proiettato oggi – 46° anniversario – alle 22.15 in piazza Maggiore a Bologna. Ci sono voluti anni, sacrifici, la voglia di arrivare alla verità, di far conoscere la storia. Chi era Vincenzo Petteni, chi erano le cinque vittime, il tributo di sangue della nostra città e della nostra provincia.