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1 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:50
Aveva 16 anni quando vide i fucili della banda criminale di Salvatore Giuliano sparare contro la folla di contadini riuniti per celebrare la festa dei lavoratori, provocando 11 morti e numerosi feriti. E’ morto ieri l’ultimo superstite della strage di Portella della Ginestra, Serafino Petta: aveva 96 anni. Era il primo maggio del 1947 e Serafino, da sempre impegnato in politica, andò nella vallata circoscritta dai monti Kumeta e Maja e Pelavet, a pochi chilometri da Palermo, per manifestare contro il latifondismo a favore dell’occupazione delle terre incolte e festeggiare la recente vittoria del Blocco del Popolo. Improvvisamente partirono sulla folla in festa numerose raffiche di mitra, che si protrassero per circa un quarto d’ora e lasciarono sul terreno 11 corpi senza vita, di cui tre bambini.
Una strage entrata a far parte della Storia del nostro Paese, qualcuno lo definisce il “primo mistero d’Italia” per le presunte implicazioni di pezzi dello Stato, tanto che da allora ogni Primo Maggio sono in tanti a recarsi ancora in quel luogo per fare memoria di quell’eccidio.






