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1 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:17
“Fortuna vuole che quella scena l‘abbia vista con i miei occhi, ero a cinque metri, ancora più vicina del videomaker che si trovava alle mie spalle”. La cronista Rita Rapisardi, giornalista freelance che sabato a Torino ha seguito per il Manifesto il corteo pro Askatasuna e poi gli scontri tra alcuni manifestanti e la polizia, racconta in un post su Facebook ciò che ha visto nei secondi precedenti al video diventato virale: quello in cui si vedono attivisti incappucciati pestare l’agente Alessandro Calista, mentre è a terra, anche con un martello. Il poliziotto 29enne è stato ricoverato in ospedale senza ferite gravi: oggi ha ricevuto la visita della premier Giorgia Meloni, mentre le forze di governo proprio sulla scorta di quel video invocano il pugno duro dei giudici e una nuova stretta normativa.
La giornalista Rapisardi ha assistito a tutta la scena. Per questo decide di ricostruire tutto il contesto in cui è avvenuta: “A quel punto della serata gli scontri stavano andando verso la conclusione, i manifestanti si erano dileguati da corso Regina, quello di Askatasuna, dove si sono svolti per la maggior parte, per scappare verso il lungo Dora attraverso i giardinetti che portano al Campus Einaudi”. Era però ancora una situazione di tensione, “perché le forze di polizia arrivavano da entrambi i lati e la paura era quella di essere chiusi contro i cancelli, motivo per cui alcuni hanno aperto un varco tra le grate”. La cronista decide di tornare in corso Regina Margherita: “Mi affaccio e arrivano lacrimogeni ad altezza uomo (cosa vietata), una ragazza di fianco a me viene colpita, un’altro batte sull’angolo del muro e mi sfiora. Indietreggiamo, capisco che da lì sono un bersaglio, quindi torno sul corso e mi nascondo tra le auto”.














