PADOVA - Un poliziotto a terra e un commando di antagonisti incappucciati che si avventa su di lui, con calci, bastonate, martellate. È un giovane agente del Reparto mobile di Padova il simbolo della guerriglia urbana di ieri a Torino. Nel caos degli scontri davanti al campus universitario Einaudi, si è ritrovato lontano dalla sua squadra. Un manipolo di violenti con i volti coperti dai passamontagna l'ha raggiunto ed è iniziato il pestaggio. Nel video ripreso da qualcuno con il telefonino si vedono chiaramente tutte le fasi dell'aggressione, dalle bastonate iniziali al calcio sulla schiena che uno dei manifestanti gli sferra alla fine. «Sono vivo per miracolo», ha detto ai colleghi prima di essere trasportato in ospedale.

«Quanto accaduto a Torino nel corso della manifestazione davanti all'Ateneo occupato rappresenta uno dei punti più bassi e più gravi mai toccati in materia di ordine pubblico», commenta Luca Capalbo, segretario padovano del sindacato Fsp. «Le immagini che stanno circolando mostrano un operatore brutalmente aggredito da un gruppo di manifestanti mentre è già a terra, inerme e circondato».

L'agente è stato poi soccorso dai colleghi, caricato in ambulanza e accompagnato al pronto soccorso. «Il collega è stato colpito più volte, anche con quello che sembrerebbe essere un martello o comunque un corpo contundente, in una scena che non può essere definita in altro modo se non come un vero e proprio linciaggio», continua Capalbo. «Non si tratta di eccessi, non si tratta di tensioni improvvise, non si tratta di diritto di manifestare: si tratta di violenza deliberata e organizzata contro un servitore dello Stato».