PADOVA - «Abbiamo avuto paura, ma siamo addestrati a gestirla». Parlano Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti, i due agenti della celere coinvolti negli scontri avvenuti a Torino sabato sera durante la manifestazione in sostegno del centro sociale Askatasuna. Entrambi in servizio al II Reparto mobile di Padova, sono diventati “simbolo” della manifestazione dopo essere stati immortalati in un video proprio mentre venivano aggrediti da alcuni dei presenti a volto coperto e incappucciati. Soprattutto Calista ha subito un vero e proprio pestaggio, prima di essere portato via dal compagno di reparto Virgulti. Con loro anche altri 16 feriti sui 40 partiti da Padova.

«Mi sento bene, anche se sono molto amareggiato - spiega l’agente Calista –. La manifestazione si è rivelata molto più violenta di quanto ci aspettassimo. C’è stata una vera e propria escalation e da corteo pacifico si è trasformato in tutt’altro». Calista è stato colpito da dietro e più volte anche in testa: «Chiunque avrebbe avuto paura al posto mio perché è normale - racconta – ma con tutti gli addestramenti che facciamo sono riuscito a gestire al meglio». Qualche critica è piovuta sulla squadra dopo la diffusione del video, da cui emerge la “solitudine” di Calista in preda alla violenza degli aggressori: «Dal video sembra che la mia squadra non ci fosse, ma smentisco tutto – risponde l’agente –. Erano tutti lì accanto, ma in quel momento arrivavano attacchi da tutte le parti e cercavamo di contenere un po' di tutto. Poi mi sono ritrovato nella ressa, ma è arrivato il mio collega, fratello e angelo custode che mi ha tirato via di lì e mi ha salvato la vita». Quel collega fratello è Lorenzo Virgulti, di Ascoli Piceno: «È la squadra che ha funzionato anche se siamo stati in difficoltà – spiega Virgulti –. Eravamo impegnati negli scontri già da un po' quando è stato aggredito Alessandro, ma poi ci siamo trovati accerchiati e sono saltati gli schemi. Ho fatto qualcosa che avrebbe fatto chiunque di noi. Se ho avuto paura? È una costante nel nostro lavoro, ma l'addestramento verte proprio sulla gestione di questa paura».