CATANZARO – Problemi vecchi e persistenti. La sanità continua ad essere il problema dei problemi in Calabria. Pur migliorando sui Lea, continuano le vecchie abitudini degli accantonamenti e alle anticipazioni di cassa, i pazienti curati fuori regione restano tantissimi, tanti da generare un costo di 326,9 milioni di euro e si “consolidano” inefficienze già viste l’anno scorso e i precedenti. Così specifica la Procura della Corte dei conti nella relazione alla parifica del bilancio regionale.
La mobilità passiva è il grande problema calabrese. La Corte dei conti cerca di spiegarne i motivi nei tempi lunghi di attesa, carenze organizzative e qualitative, maggiore fiducia garantita dalle altre Regioni. Poi elenca gli interventi della Regione, dagli accordi con l’Emilia-Romagna ai fondi dati alle Asp per abbattere le liste d’attesa. La digitalizzazione del Cup e il supporto economico per pazienti oncologici e caregiver “Un passo in più”. Iniziative che puntano a riduzione ma non a risoluzione, o quantomeno serio abbattimento, del problema.
I dati non sono aggiornati e si riferiscono al 2025, su Case e Ospedali di comunità qualche piccolo passo avanti è stato fatto, ma nello spiegare i ritardi la Regione specifica come le ditte incaricate da Invitalia non fossero, di fatto, adeguate. Al punto che a fronte di “richieste di aumento di maestranze specializzate – scrive la Regione – nulla è stato attuato”. Criticità “contestate in diverse fasi di lavorazione dei cantieri, alcune superate solo grazie ad interlocuzioni locali da parte di Enti della Regione”. C’è però da chiarire perché tutte queste discrepanze invece nei corsi di formazione finanziati da fondi Pnrr, 3,1 milioni di euro per il personale ospedaliero. Su una platea di oltre 11mila hanno partecipato in 8mila e 900 e solo 140 hanno finito il periodo di formazione. Dato troppo basso e anomalo PERSONALE – L’estate è il momento in cui gli effetti della mancanza generalizzata di personale si fanno sentire con più durezza. Ed è complesso uscirne fuori di anno in anno. In fase di parifica del bilancio regionale la Procura della Corte dei conti, nella relazione, ha fotografato la situazione alla fine del 2025. In Calabria aumenta il personale nel sistema sanitario (20mila 340), ma diminuiscono i medici, con il numero dei nuovi assunti che resta inferiore ai pensionamenti. Il problema è che la Calabria continua a muoversi in regime di emergenza per garantire il funzionamento del sistema. Resta molto alto l’utilizzo dei contratti a tempo determinato, mentre Azienda zero nel 2026 ha avviato più di un concorso per nuovi medici.













