Il risultato di amministrazione migliora, ma dietro il dato positivo restano residui attivi, conti sanitari ancora poco trasparenti e una mobilità passiva che supera i 329 milioni di euro. È il quadro tracciato dalla Corte dei Conti in occasione del giudizio di parifica del Rendiconto 2025 della Regione Calabria. A illustrare le principali criticità è stato il procuratore regionale facente funzioni Giovanni Di Pietro. La valutazione parte da alcuni elementi favorevoli, ma si concentra soprattutto sui nodi ancora irrisolti: dalla sanità al Pnrr, passando per i programmi comunitari, le società partecipate e gli enti strumentali.

Il miglioramento dei conti e il peso dei residui attivi

“Ci sono aspetti positivi, soprattutto per quanto riguarda il risultato di amministrazione, che migliora rispetto al precedente esercizio”, ha spiegato Di Pietro. Sul risultato finale, tuttavia, incide la conservazione in bilancio dei residui attivi, cioè somme che la Regione ritiene di dover ancora riscuotere. La loro permanenza contribuisce a migliorare il dato rendicontato, ma pone il problema della loro effettiva esigibilità. È uno degli aspetti sui quali la magistratura contabile mantiene alta l’attenzione, perché un credito iscritto nel bilancio produce effetti positivi sui conti soltanto se può essere realmente recuperato.