Pubblicato il: 29/07/2026 – 10:36

CATANZARO «Con l’ottica della Procura abbiamo parecchi dubbi su alcuni dati delle aziende sanitarie, che naturalmente sono da verificare». È uno dei passaggi più pesanti dell’analisi di Giovanni Di Pietro, procuratore regionale facente funzioni della Corte dei conti, intervistato poco prima del giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione Calabria per l’esercizio finanziario 2025. Un rendiconto nel quale, accanto ad alcuni segnali positivi, continuano a emergere criticità strutturali. «Il risultato di amministrazione migliora rispetto al precedente esercizio», spiega Di Pietro. A incidere positivamente sul risultato rendicontato sarebbe però anche la conservazione in bilancio di una consistente mole di residui attivi, vale a dire crediti che la Regione deve ancora riscuotere.

Il peso della mobilità sanitaria

Il capitolo più delicato resta quello della sanità. Il primo dato richiamato dal procuratore è quello della mobilità passiva, che continua a registrare «un saldo negativo di oltre 329 milioni di euro». Una cifra che, osserva Di Pietro, dimostra come molti cittadini calabresi continuino a rivolgersi alle strutture di altre regioni per ricevere assistenza e cure. «Evidentemente la sanità calabrese non riesce a essere sufficientemente attrattiva nella risposta all’utenza». Ma i dubbi non riguardano soltanto la capacità del sistema sanitario regionale di trattenere i pazienti. La Procura contabile ha lavorato prevalentemente sui dati relativi al quarto trimestre, perché la rendicontazione delle aziende sanitarie sarebbe arrivata soltanto alla fine dell’attività istruttoria. «Qualche dato positivo sembrerebbe esserci», afferma Di Pietro, ma restano informazioni «parziali e poco approfondite». Da qui i dubbi espressi sui numeri contenuti nei bilanci delle aziende sanitarie.