Si fa sempre più pesante il bilancio delle vittime al confine tra Marocco e Spagna, mentre al valico di Tarajal si alza la tensione
Lo scontro politico nell’Ue: cosa sta succedendo
La crisi migratoria di Ceuta, la più grave degli ultimi anni, è diventata inevitabilmente anche un caso politico che sta dividendo gli Stati membri dell’Unione europea sulle regole per la gestione delle frontiere esterne. 22 capi di Stato e di governo, su iniziativa di Italia e Danimarca, hanno inviato una lettera ai vertici delle istituzioni europee chiedendo la convocazione urgente di un Consiglio straordinario dei ministri dell’Interno, un rafforzamento immediato di Frontex e una verifica dell’efficacia della cooperazione tra Bruxelles e Rabat. Lettera che ha provocato la dura reazione del premier spagnolo Pedro Sánchez, secondo cui riflette un approccio segnato da «ignoranza», «pregiudizi» e «interessi politici», oltre a essere in contrasto con il diritto europeo. Per il capo del governo spagnolo la crisi «non può essere affrontata lasciando soli i Paesi in prima linea», ma richiede una «risposta comune» dell’Unione.
Nessun migrante ha raggiunto l’Ue
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accolto la richiesta di convocare un vertice straordinario. Allo stesso tempo, Bruxelles ha cercato di ridimensionare l’emergenza sottolineando che nessun migrante è riuscito a raggiungere la Spagna continentale o altri Paesi dell’Ue e che la stragrande maggioranza delle persone entrate irregolarmente è già stata ricondotta in Marocco.










