Open Arms: “Il problema nasce a Bruxelles”
“Il problema non nasce a Ceuta, né a Lampedusa: il problema nasce a Bruxelles. Nasce nel momento in cui abbiamo deciso di esternalizzare le nostre responsabilità e di voltare lo sguardo dall’altra parte. Sono più di dieci anni che denunciamo tutto questo. E continuiamo a ripetere gli stessi errori. L’Europa ha scelto la strada più facile: pagare Paesi terzi perché fermassero le persone prima che arrivassero alle nostre frontiere, invece di affrontare le cause che costringono milioni di esseri umani a fuggire”. Lo ha detto il fondatore della ong Open Arms, Oscar Camps, commentando i fatti di Ceuta, con migliaia di giovani che hanno raggiunto l’enclave spagnola a nuoto. L’Europa, “invece di fare politica, ha firmato assegni con Turchia, Libia e Tunisia. E anche con il Marocco. Una strategia sostenuta per anni dalla maggioranza del Parlamento europeo, con il Partito Popolare Europeo come principale forza politica, e poi fatta propria da gran parte delle istituzioni europee. E cosa succede quando quei governi decidono che non basta più? Quando chiedono più soldi, più appoggio politico o più concessioni? Succede quello che stiamo vedendo. Perché è stata l’Europa a consegnare loro questo potere”, ha proseguito Camps. “Poi”, ha fatto notare, “arrivano le dichiarazioni, gli slogan, la propaganda e la strumentalizzazione delle persone migranti che sono diventate una moneta di scambio. C’è chi le usa per fare pressione sull’Europa e chi le usa per raccogliere consenso politico. E nel frattempo continuiamo a contare i morti”. Rispetto alle dichiarazioni del governo italiano, che ha dichiarato di voler chiudere la zona Schengen, Open Arms ha affermato che la soluzione non si può ritrovare nell’ennesima frontiera ma anzi, “garantendo i visti e la mobilità in modo che scene come quelle di ieri non si ripetano”.











