di
Felice Naddeo
Giuseppe De Natale (Ingv): «Il vulcano ci sta dando segnali di pericolo molto chiari. Ma non siamo preparati»
Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca Ingv, già direttore dell'Osservatorio Vesuviano, è tra i massimi esperti del bradisismo dei Campi Flegrei. Ne segue l'evoluzione da decenni ed è autore di numerosi studi sul vulcanismo flegreo. Premette di «parlare a titolo personale». Ma le sue sono parole chiare e di preoccupazione.
Professore, cosa potrebbe aver causato una scossa di così elevata intensità come quella di magnitudo 4.7?«Il fenomeno è sempre lo stesso: l'attività vulcanica flegrea che, dopo la diminuzione seguita all'eruzione del 1538, è ricominciata a crescere dal 1950, con brevi periodi di interruzione che ci illudevano che tale maggiore attività fosse terminata. Il sollevamento del suolo e la sismicità sono entrambi provocati dall'aumento di pressione interna al sistema. La pressione continua a crescere, quindi il livello del suolo sale progressivamente, i terremoti aumentano in frequenza e magnitudo ed aumenta anche il rischio di eruzione».












