di
Roberto Russo
Lucia Pappalardo, direttrice dell'Osservatorio Vesuviano: «Con questo sollevamento del suolo non si possono escludere altre scosse forti»
Dopo il forte terremoto registrato questa mattina all'alba nell'area dei Campi Flegrei, torna la paura e con essa le domande su rischi e possibili scenari evolutivi della crisi bradisismica in corso. Scosse sempre più forti non si possono escludere, proporzionali al sollevamento del suolo, che in zona prosegue alla velocità di circa 1 centimetro al mese e con un degassamento che immette nell'aria dalle 3000 alle 5000 tonnellate di Co2 al giorno. Uno scenario probabilistico ampiamente descritto in molti studi quello dell'aumento della magnitudo dei terremoti flegrei. «Abbiamo registrato alle 5,50 una scossa di magnitudo 4,4, la più forte che si è verificata quest'anno - spiega Lucia Pappalardo, direttrice dell'Osservatorio Vesuviano - Avevamo registrato la più forte di tutte nel 2025 con magnitudo 4.6. Con il sollevamento e il degassamento importanti non si possono escludere scosse forti».
Anche l'epicentro in mare non rappresenta una sorpresa per gli studiosi. Conferma Pappalardo: «Vi sono due aree sismogenetiche principali, una sulla terraferma l'altra in mare». Ovviamente le preoccupazioni riguardano soprattutto la tenuta degli edifici e le eventuali azioni di Protezione civile da intraprendere, compreso un possibile allontanamento della popolazione residente in caso fosse ritenuto necessario.













