Lucia Pappalardo è la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv. Una giornata, per lei e per l’intera sezione, iniziata all’alba. Rilevazioni, monitoraggio, risposte, incontri. Alle 14 la segnalazione di fine sciame sismico, con 12 eventi differenti ai Campi Flegrei. Quello più forte alle 5.50, magnitudo 4,4.
Direttrice, cosa sta succedendo ai Campi Flegrei?
“Niente di profondamente nuovo, a dire il vero. Né deve sorprendere una ripresa significativa dell’attività sismica dopo un periodo di relativa quiete: è già accaduto più volte, in passato. Succede, in sostanza, che la crisi bradisismica continua a produrre i suoi effetti. Il fenomeno non è sparito, come del resto abbiamo sempre certificato con nostra rete di monitoraggio. Il suolo continua a innalzarsi, di circa 1 centimetro al mese da febbraio, con un degassamento di 1.300 tonnellate giorno al centro della Solfatara: innalzamento e degassemento sono i ‘motori’ di terremoti e sciami sismici”.
Magnitudo 4,4, siamo tra le più alte degli ultimi quarant’anni.
“Sì, era un po' che non si avevano eventi più energetici, dopo il terremoto di magnitudo 4 del primo settembre scorso. Ma in passato abbiamo registrato per due volte scosse di magnitudo 4,6, il 13 marzo e il 30 giugno 2025. Questo intervallo forse ha potuto dare una sorta di illusione psicologica, ma sappiamo che il bradisismo non si è mai fermato”.












