Tornano a tremare i Campi Flegrei. I sismografi Ingv dell’Osservatorio Vesuviano hanno rilevato uno sciame con quattro scosse in mattinata, l’una a breve distanza dall’altra. La più forte, quella delle 6.48 e di magnitudo 3,2 (profondità, tre chilometri), è stata avvertita anche a Napoli. L’epicentro è tra Agnano e la Solfatara di Pozzuoli. Gli altri eventi si sono registrati in sequenza alle 6.39 (magnitudo 2,1), 6.44 (2,3) e 6.50 (2,1).
Le conseguenze sono state avvertite anche a Pompei, ad oggi “risparmiata” dalla lunga crisi bradisismica in atto. Ma verso le 7, in concomitanza con lo sciame sismico nei Campi Flegrei, è stato accertato il cedimento parziale di un muro e di una porzione di volta nell’insula Meridionalis dell’area archeologica. La struttura era stata già danneggiata durante il sisma del 1980 ed era stata puntellata. era in fase di restauro.
Non ci sono danni a persone. Né sono presenti affreschi o reperti mobili nella struttura: si lavora alla messa in sicurezza dell’area. “Pompei è un sito fragile – dice il direttore del Paro archeologico Gabriel Zuchtriegel – Stiamo lavorando a un controllo a tappeto in tutta l’area, per verificare eventuali danni in seguito allo sciame sismico di stamattina”.












