A Fanpage.it il vulcanologo De Natale: “Stiamo giocando a dadi, dobbiamo preparare il territorio a tutti i possibili eventi, compresa un’eventuale eruzione”

Il professor Giuseppe De Natale

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Una scossa di 4.7 di magnitudo nei Campi Flegrei ha riportato la paura in tutta Napoli. Particolarmente grave la situazione emotiva a Pozzuoli e dintorni: in tanti hanno lasciato le proprie case, preferendo trascorrere la notte fuori o in macchina. Una scossa di questa forza non si era mai registrata, e la conta dei danni è ancora in corso. A Fanpage.it ne ha parlato il professor Giuseppe De Natale, vulcanologo e dirigente di ricerca dell’Ingv che, spiega, non esprime l'opinione dell'Istituto ma interviene a titolo personale e in base alle proprie conoscenze scientifiche per raccontare cosa stia avvenendo nei Campi Flegrei.

Professore, un nuovo sciame sismico e una nuova forte scossa ancora nei Campi Flegrei. Il terremoto delle 19:46 di magnitudo 4.7, localizzato in zona Solfatara, è il più forte mai registrato ai Campi Flegrei. Non c'è nulla di nuovo, ma è la banale conferma che il processo vulcanico in atto ai Campi Flegrei, iniziato nel 1950, con solo sollevamento del suolo perché la sismicità è iniziata soltanto nel 1970, è in continua crescita, come testimonia peraltro il sollevamento del suolo in continuo aumento. È un processo in evoluzione da 76 anni, finora del tutto simile a quello che, iniziato nel 1430, è culminato con l'eruzione di Monte Nuovo del 1538. Sebbene questi due episodi di sollevamento e sismicità siano gli unici avvenuti negli ultimi 3000 anni, non è possibile avere certezza che anche l'episodio in corso culminerà con un'eruzione. Però è certamente singolare che, contrariamente al 1970 e al 1984, quando i governi dell'epoca misero in atto ingenti misure, tra cui evacuazioni parziali o totali (Pozzuoli, 1984), oggi si faccia poco o nulla per salvaguardare la popolazione, che da oltre 3 anni vive con l’incubo di terremoti sempre più forti.