Il terremoto di magnitudo 4.7 avvenuto nella serata di venerdì 31 luglio a Napoli è stato il più forte mai registrato nell’area negli ultimi cinquecento anni. Ma “finché continua il sollevamento del suolo è certo che ci saranno altri terremoti”, forse anche più forti. A dirlo è Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca dell’Ingv tra i massimi esperti del bradisismo dei Campi Flegrei. Secondo l’esperto il vulcano “ci sta dando segnali di pericolo molto chiari”, ma si sta facendo poco o nulla per preparare il territorio a gestire emergenze del genere.
Terremoto a Napoli, parla l'esperto dell'Ingv
L'attività vulcanica dei Campi Flegrei
"Non stiamo facendo nulla"
Terremoto a Napoli, parla l’esperto dell’IngvIl bradisismo, l’attività vulcanica alla base del potente terremoto di magnitudo 4.7 registrato nella zona di Napoli e dei Campi Flegrei nella serata di venerdì 31 luglio, è noto e studiato da tempo.La sismicità in quest’area, che può arrivare a magnitudo 5 o poco più, “è prevedibile e prevista”, spiega al Corriere della Sera Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca dell’Ingv autore di numerosi studi sul bradisismo dei Campi Flegrei.L’attività vulcanica dei Campi Flegrei, spiega l’esperto, era diminuita significativamente dopo l’eruzione del 1538, ma ha ripreso a crescere a partire dal 1950, con bevi periodi di pausa.L’attività vulcanica dei Campi FlegreiIl fenomeno è sempre lo stesso: il sollevamento del suolo e i terremoti sono provocati dall’aumento di pressione interna al sistema.












