HomePratoCronaca“Svuota-carceri” per 150 detenuti, ipotesi domiciliari per i tossicodipendenti: gli effetti del Ddl Nordio su PratoLa misura alternativa al carcere in comunità di recupero per i condannati a una pena sotto 8 anni. La Garante Michelini: “Rischio inapplicabilità. Chi paga la retta agli stranieri senza residenza?”Il carcere Dogaia a PratoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPrato, 1 agosto 2026 – La detenzione domiciliare per tossicodipendenti potrebbe essere il colpo di grazia al sovraffollamento carcerario. Potrebbe essere, non è già. Il condizionale data la delicatezza del tema è doppiamente d’obbligo.
Il ministro della giustizia Carlo Nordio
I numeri della Dogaia
Piccola applicazione pratica, in chiave locale, al ddl Nordio licenziato da Palazzo Montecitorio: con un tasso medio di sovraffollamento alla casa circondariale della Dogaia superiore al 120% (con punte del 170 per la sezione media sicurezza), degli oltre 640 detenuti, almeno 150 - - la stima ponderata - con pena da scontare inferiore a otto anni potrebbero finire di scontare la pena ai domiciliari o presi in custodia da comunità tese al recupero da tossico o alcol dipendenze. La sottrazione consegnerebbe - di nuovo, il condizionale che ritorna - un totale di persone in carcere al di sotto della capienza massima della struttura di via La Montagnola. Anche tenendo conto delle sezioni, come la seconda, attualmente chiuse per ristrutturazione.
















