HomePratoCronaca"Celle e bagni invivibili ma tanti progetti di lavoro e rinascita""Il carcere di Prato è sovraffollato, le condizioni non sono così pessime come a Sollicciano, anche se questa struttura è..."Il carcere di Prato è sovraffollato, le condizioni non sono così pessime come a Sollicciano, anche se questa struttura è...Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Il carcere di Prato è sovraffollato, le condizioni non sono così pessime come a Sollicciano, anche se questa struttura è stata inaugurata 1986 quindi ha quarant’anni, ma ci sono muffe, docce che non funzionano e cimici nei letti": così Margherita Michelini, garante comunale per i diritti dei detenuti, descrive in poche parole la situazione del carcere La Dogaia.

Lo scenario non è quindi dei migliori: "Il ministero della giustizia - spiega l’avvocato Michelini - ha un’applicazione che rileva lo spazio pro capite del detenuto. A Prato su iniziativa della camera penale, con autorizzazione del magistrato di sorveglianza, è stata effettuata una nuova misurazione e nella maggior parte delle celle con 3 detenuti, non ci sono 3 mq calpestabili ciascuno, come stabilito dalle direttive europee. A questo si aggiunge la maggiore complessità rispetto a Sollicciano per la presenza di detenuti comuni, il reparto alta sicurezza, la sezione collaboratori di giustizia e un reparto di semiliberi. Negli ultimi 5/6 anni si sono avvicendati vari direttori che sono stati pochi mesi, ora la direzione è più stabile, abbiamo una persona volenterosa ma senza esperienza di direzione di carcere. Con l’arrivo dei detenuti da Firenze la situazione si farà sempre più difficile: si sposta il problema da carcere ad altro, si va a complicare anche il sistema delle visite dei parenti, non solo per quelli che saranno smistati a Prato ma anche per coloro che andranno in carceri di altre città.