Sette sezioni chiuse dal gip e oltre 200 detenuti da trasferire. Antigone: "Potrebbe diventare un caso scuola. Fanfani: "Una struttura indegna e senza futuro". Il piano carceri non decolla e gli istituti affondano. Benzoni (Azione): "Finché i cantieri restano su carta abbiamo di fronte solo una presa in giro"Sette sezioni chiuse dal gip e oltre 200 detenuti da trasferire. Antigone: "Potrebbe diventare un caso scuola. Fanfani: "Una struttura indegna e senza futuro". Il piano carceri non decolla e gli istituti affondano. Benzoni (Azione): "Finché i cantieri restano su carta abbiamo di fronte solo una presa in giro"“In 20 anni di monitoraggio degli istituti penitenziari italiani non avevamo mai visto succedere una cosa del genere”. Alessio Scandurra, coordinatore nazionale dell'Osservatorio Antigone, definisce così le condizioni di detenzione del carcere di Sollicciano. Quanto deciso dal gip Alessandro Moneti, che ha accolto la richiesta della procuratrice capo Rosa Volpe e della pm Christine von Borries, disponendo il sequestro di sette sezioni del carcere fiorentino, non ha precedenti. Tre sezioni del reparto penale, tre della sezione giudiziaria e l'intero reparto di accoglienza sono stati posti sotto sequestro: più della metà delle sezioni maschili della struttura. Oltre 200 detenuti dovranno essere trasferiti. Un terremoto - con epicentro in procura - che certifica quanto per anni è stato denunciato da associazioni, garanti e magistratura di sorveglianza: Sollicciano è un luogo dove il degrado non è più episodico, ma strutturale. “Può capitare che una cella abbia problemi di infiltrazioni - racconta Scandurra -, ma qui il degrado è sistemico. Abbiamo visto infiltrazioni ovunque, celle che sembravano dipinte di nero. Un nero che non era vernice, era muffa”. Il carcere metropolitano di Firenze è da tempo uno dei simboli della crisi penitenziaria italiana. Una struttura sovraffollata e reduce da decenni di manutenzioni tampone.“La situazione era nota da tantissimo tempo. La vera domanda è come si sia arrivati a questo punto. È grave che l'amministrazione penitenziaria si sia fatta sequestrare intere sezioni per condizioni che tutti conoscevano”. Secondo Antigone, il reparto più degradato a Sollicciano era proprio quello dell'accoglienza: i primi spazi che incontra chi entra in carcere. “Paradossalmente era uno dei reparti peggiori. Luci rotte, arredi distrutti, celle senza mobilio. D'inverno, quando faceva buio presto, si girava con le torce nei corridoi”. Ai piani alti entrava l'acqua piovana. A quelli bassi risaliva dai tubi danneggiati. Pavimenti bagnati, muri impregnati d'umidità e muffa. Poi le infestazioni: cimici dei letti, insetti, condizioni igieniche al limite.Il garante dei detenuti della ToscanaUna situazione che Giuseppe Fanfani, garante dei detenuti della Toscana, descrive come fallimentare, disastrosa. “In 50 anni di professione non avevo mai visto un sequestro preventivo di questo tipo. Sono grato ai magistrati fiorentini per il coraggio dimostrato. Adesso voglio vedere se il ministero avrà il coraggio di impugnare il provvedimento. E soprattutto se non proverà vergogna”. Per l'ex parlamentare e garante regionale dei detenuti il provvedimento rappresenta uno spartiacque: di fatto, Sollicciano non è mai stata una struttura funzionale. “Non si tratta solo di un carcere dentro cui piove, c’è muffa, ci sono infestazioni - aggiunge Fanfani -. È un carcere che non riesce a svolgere la funzione di rieducazione prevista dall'articolo 27 della Costituzione. Non ha laboratori adeguati, non ha veri spazi per la riabilitazione. Manca un'idea. Manca un pensiero di fondo”.Qual è ora il piano per Sollicciano? “Sono già stati stanziati circa 9 milioni di euro: è una cifra con cui si possono fare piccoli lavori di manutenzione, poco altro”. Che abbia ragione la sindaca Funaro, da sempre per la demolizione dell’istituto? “Io sono d’accordo con lei - va avanti Fanfani -. Sollicciano non ha mai funzionato”.Adesso il problema sarà trovare una collocazione per oltre 200 detenuti. “Purtroppo - continua Scandurra -, in questo momento di emergenza bisognerà trovare posto dove ce n'è. Possibilmente vicino alle famiglie, ma temo che in tanti verranno trasferiti anche molto lontano”. Una scelta che taglierà i ponti costruiti anche con il tessuto di volontariato che gravita intorno al carcere fiorentino.L'emergenza arriva alle porte dell'estate, il periodo più difficile dell'anno negli istituti penitenziari. “Fa sempre più caldo e il sovraffollamento moltiplica il problema. Essere in due o tre persone in una cella non è la stessa cosa. Le sezioni aperte sono diminuite, le attività estive si riducono e il tempo trascorso chiusi in cella aumenta”. Scandurra segnala che l'estate coincide spesso con una fase di maggiore fragilità psicologica. “Si rompono le routine, si dorme peggio, aumenta l'irritabilità. In una popolazione detenuta dove il disagio psichico è già molto diffuso, tutto questo accentua le tensioni e i rischi”.Emergenza caldo: una fase delicataA rendere ancora più complessa la situazione c'è la cronica carenza di personale sanitario. “Mancano fondi e mancano medici. Anche quando le aziende sanitarie avrebbero risorse per assumere, pochi professionisti scelgono di lavorare in carcere”.Il caso Sollicciano per Antigone e per il garante regionale è solo il sintomo di una crisi nazionale che investe un patrimonio di 189 istituti a cui manca manutenzione. Scandurra cita Regina Coeli a Roma, San Vittore a Milano e altre strutture storiche dove i problemi continuano a emergere. Fanfani parla di un sovraffollamento che, solo in Toscana, è arrivato quasi al 135%. “In molti istituti lo spazio disponibile per ciascun detenuto equivale sostanzialmente al posto necessario per dormire”.Per questo il sequestro disposto dalla magistratura potrebbe diventare un precedente destinato a fare scuola. “La procura si è assunta una responsabilità enorme e ha dimostrato coraggio - conclude Scandurra -. Sarà interessante capire se questo precedente verrà seguito altrove”.Fanfani cita San Paolo: “Nella vita servono tre qualità: la luce per vedere, il coraggio per agire e la forza per sopportare le conseguenze di quello che si fa”. Da dove partire allora? “Dalla volontà politica. Il carcere non fa guadagnare voti, per questo nessuno ne parla. Serve però una visione ampia, lungimirante”. Fabrizio Benzoni (Azione): "Nordio parla di un piano che in quattro anni è rimasto solo su carta"Una crisi che, secondo il deputato di Azione Fabrizio Benzoni - che ha visitato Sollicciano appena due mesi fa - non può più essere affrontata con interventi tampone. “È la peggiore struttura penitenziaria che abbia mai visto. Il provvedimento della magistratura è sacrosanto, non solo per la dignità dei detenuti ma anche per quella di chi ci lavora”. Benzoni descrive corridoi lunghissimi e bui, pieni di pozzanghere, acqua che usciva dalle celle, lampade che lampeggiavano, infiltrazioni e muffa ovunque. “La limitazione della libertà non può trasformarsi in una lesione della dignità umana. Sollicciano è diventato un luogo indegno”.Anche per il deputato gli interventi di manutenzione nel penitenziario fiorentino non bastano più. “Nove milioni di euro non sono nulla rispetto a quello che serve. Sollicciano va abbattuto e ricostruito. È una struttura completamente disfunzionale, pensata secondo una concezione della detenzione superata. Oggi servono spazi per la formazione, il lavoro e il reinserimento”.L'emergenza, conclude Benzoni, riguarda però l'intero sistema penitenziario. “Da quattro anni sentiamo il ministro Nordio parlare di un piano per le nuove carceri, ma finché i cantieri restano su carta abbiamo di fronte solo una presa in giro". Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
"Con le torce nei corridoi", "mura nere di muffa". L'incubo del penitenziario di Sollicciano, in parte sotto sequestro. Il garante toscano: "Mai visto un caso del genere"
Sette sezioni chiuse dal gip e oltre 200 detenuti da trasferire. Antigone: "Potrebbe diventare un caso scuola. Fanfani: "Una struttura indegna e senza futuro".










