La Camera ha approvato un disegno di legge sulla detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipententi, formulato dal ministero della Giustizia. "Oggi è stato approvato questo provvedimento che vorrei dire epocale perché consente la detenzione alternativa di almeno 10mila persone tossicodependenti che hanno commesso dei reati correlati alla tossicodipendenza e che noi abbiamo sempre considerato principalmente malati da curare, piuttosto che criminali da punire, anche se erano in fase di espiazione pena. È un provvedimento che coniuga la certezza della pena con il recupero del detenuto", ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) ha espresso soddisfazione per il provvedimento, che prevede una modalità differenziata di esecuzione della pena, consentendo ai condannati a una pena detentiva, anche residua e congiunta a pena pecuniaria, non superiore a otto anni, di espiare la pena al di fuori del carcere, purché aderiscano a un programma di recupero certificato.
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha detto che "da anni sosteniamo con convinzione che i detenuti tossicodipendenti non dovrebbero scontare la pena in carcere", e ancora "auspichiamo che questo sia il primo passo di una più ampia riforma dell'esecuzione penale, capace di coniugare sicurezza, legalità, cura e reale reinserimento sociale, a cominciare dai detenuti con malattie mentali che dovrebbero anch'essi uscire dalle carceri per andare nelle REMS».










