Per il premier spagnolo Pedro Sanchez i responsabili dell'entrata in massa di migranti nell'enclave di Ceuta nelle ultime 24 ore sono "le mafie". Quella in corso, ha detto, è "una delle maggiori crisi" vissute nel Paese, provocata da "una lettura interessata che fa chi traffica con gli esseri umani di una sentenza della Corte Suprema, mediante la quale si dice che non è possibile il rimpatrio delle persone che entrano nel nostro spazio a nuoto". In dichiarazioni ai media, riprese da Tve dopo una riunione con i vertici delle forze di sicurezza Sanchez ha sottolineato che questa lettura delle mafie "si è diffusa come la polvere da sparo attraverso le reti e ha prodotto una valanga delle caratteristiche di quella che stiamo vivendo". In attesa di stabilire se siano necessarie modifiche legislative, il capo del governo ha assicurato che si stanno accelerando le pratiche di espulsione di quanti sono arrivati negli ultimi giorni a Ceuta.

Le Ong spagnole Coordinadora de Barrios, No Name Kitchen e il Servizio dei Gesuiti per i Migranti il 9 luglio scorso hanno pubblicato una nota in cui hanno sottolineato di aver accolto con favore la sentenza del Tribunale Supremo che ha dichiarato illegittimo il respingimento immediato dei migranti intercettati in mare mentre tentano di raggiungere a nuoto le enclavi iberiche di Ceuta e Melilla in Marocco.