Non solo il governo spagnolo sta accelerando sul rimpatrio dei migranti ancora presenti a Ceuta, ma il tribunale dell’Audiencia Nacional ha anche chiesto alla polizia di indagare sull’«ingresso irregolare massiccio» avvenuto nei giorni scorsi, per accertare se, nella crisi migratoria che ha scosso l’enclave spagnola in Nord Africa, vi sia stata «un’azione coordinata e diretta» da parte di gruppi criminali.
La magistrata María Tardón ha, infatti, aperto un’inchiesta preliminare dopo la denuncia presentata dal partito Iustitia Europa, che, secondo quanto riporta l’agenzia Efe, ipotizza reati tra cui il favoreggiamento dell’immigrazione illegale, la tratta di esseri umani, l’organizzazione criminale e l’omissione del dovere di perseguire i reati. Nel provvedimento, Tardón segnala che i fatti presentano elementi che «fanno presumere la possibile esistenza di un illecito penale».
C’è anche il neo-sovranismo africano dietro l’assalto a Ceuta
politologo
Anche la ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles, ha chiesto oggi al Marocco di fare piena luce sulla massiccia ondata migratoria verso Ceuta e di indagare «fino in fondo per sapere che cosa è accaduto». «Chiedo al governo del Marocco di indagare su chi c’è dietro queste reti, chi ha la responsabilità, chi ha organizzato tutto attraverso le mafie e chi ha ingannato queste persone», ha detto ai media: «Non può essere che si utilizzino minori, come sono stati utilizzati, o altre persone, mandandoli a morire in mare», senza che vi siano conseguenze.










