Il governo sostiene che tutto sia iniziato da un malinteso. All’inizio di luglio, la Corte Suprema ha pubblicato una sentenza che confermava due decisioni precedenti: non si possono effettuare respingimenti nei confronti di chi raggiunge a nuoto o in imbarcazione il territorio spagnolol.

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Il respingimento immediato è previsto solo per chi tenta di attraversare "superando gli elementi di contenimento di frontiera esistenti, come le recinzioni". Secondo l’esecutivo, le mafie che operano nella zona hanno sfruttato questa distinzione per spingere migliaia di persone a gettarsi in mare, sapendo che la rotta marittima sfuggiva, almeno formalmente, ai respingimenti a caldo.

La stessa decisione giudiziaria lascia uno spiraglio: installare in mare elementi paragonabili alle frontiere terrestri permetterebbe di applicare lo stesso regime di respingimento. Pedro Sánchez ha raccolto questa ipotesi venerdì. Ha proposto di installare delle boe di fronte a Ceuta affinché, "dal punto di vista amministrativo", esista una barriera di contenimento riconoscibile e si possano effettuare respingimenti alla frontiera. È una soluzione che non richiede di modificare la legge, anche se non mancano dubbi tecnici e giuridici sulla sua reale efficacia.