Un posto al sole, anzi all'ombra. E per di più, riservato. Ombrelloni piantati nella sabbia come veri e propri "segnaposto" per garantirsi la "prima fila" dal mattino alla sera (e oltre), e piccole imbarcazioni adagiate tra i manti e la vegetazione costiera, presumibilmente prive delle necessarie autorizzazioni al ricovero.È questo lo scenario che si presenta sulla spiaggia di Sant'Agata, lungo il litorale nord della città. Le immagini scattate sulla battigia da chi vorrebbe poter fruire della zona, ma non può parlano chiaro: una fila di ombrelloni chiusi e legati rimane piantata sul bagnasciuga, vicino alle scogliere frangiflutti, anche quando i proprietari non sono presenti. Una pratica ampiamente diffusa ma esplicitamente vietata dalle ordinanze balneari e dal Codice della Navigazione, che impongono di rimuovere attrezzature da spiaggia, sdraio e ombrelloni al termine della giornata per consentire la libera fruizione dell'arenile e le operazioni di pulizia.Con questo "stratagemma", porzioni di spiaggia pubblica vengono di fatto privatizzate h24, negando a residenti e visitatori del diritto di usufruire liberamente del litorale.Ma, oltre al "far west" degli ombrelloni fissi, sulla spiaggia di Sant'Agata si registra la presenza di barche e natanti lasciati in giacenza sulla sabbia, posizionati persino a ridosso dei blocchi di cemento delle scogliere. Imbarcazioni che probabilmente non sono provviste dei permessi o dei titoli concessori previsti per l'alaggio e il ricovero sulle aree demaniali marittime.La presenza di questi natanti, unita al materiale lasciato incustodito (sedie in plastica, contenitori e teli), contribuisce non solo a dare all'intera area un'immagine di abbandono e trascuratezza, proprio nel pieno della stagione estiva, ma a negare a cittadini e i bagnanti che frequentano la zona un diritto. E per questo chiedono a gran voce un intervento delle autorità competenti — dalla Capitaneria di Porto alla Polizia Municipale — per ripristinare la legalità ed eseguire operazioni di sequestro delle attrezzature e dei mezzi lasciati abusivamente sul demanio pubblico.