di Susanna Barberinimercoledì 15 luglio 20263' di letturaSì sa: il posto in prima fila al mare si conquista con una levataccia. Soprattutto quando la spiaggia è libera e quei pochi metri di sabbia sono ambiti da tanti. Eppure c’è sempre chi ci prova: lasciando una sdraia o un ombrellone la sera prima, “dimenticando” un asciugamano ben steso, oppure arrivando prima degli altri, di solito all’alba, per occupare posti anche per altre persone. In qualche caso anche dietro compenso. Non si fa. È vietato. Lo hanno ricordato a tutti i militari della Guardia costiera, intervenuti a Riva Trigoso, nel comune di Sestri Levante, intervenuti con un blitz per controllare ombrelloni, asciugamani, lettini e materassini utilizzati come segnaposto scoprendo che quella era una prenotazione artigianale della prima fila, praticata alle cinque o alle sei del mattino in attesa dell’arrivo di chi aveva prenotato il posto, che trasforma un bene pubblico in una pertinenza privata, seppur temporanea. Per questo è scattato il sequestro delle attrezzature balneari. L’intervento è arrivato in una domenica particolarmente affollata. A Riva Trigoso sono giunti oltre quattrocento turisti provenienti dal Milanese, attirati dalla formula del viaggio in pullman, andata e ritorno, al prezzo di cinquanta euro con «spiaggia compresa».Cosa che non potrebbero garantire: il biglietto consente di arrivare sulla costa, non assegna alcun diritto su una porzione di sabbia, come invece parrebbe essere succedere. Nella zona risulta infatti in aumento il numero di persone che affittano ombrelloni e sdraio, attività che le autorità hanno verificato non avere autorizzazioni o concessione. La questione non appartiene soltanto alla buona educazione balneare. La spiaggia libera fa parte del demanio marittimo e deve restare accessibile alla collettività. Lasciare un ombrellone la sera prima, oppure sistemarlo all’alba per tornare molte ore dopo, sottrae quello spazio agli altri bagnanti e può integrare una violazione delle ordinanze locali sull’uso del litorale o, nei casi più rilevanti, un’occupazione abusiva. Il riferimento è il Codice della navigazione che punisce chi occupa arbitrariamente una spiaggia libera o ne impedisce l’uso pubblico: prevede l’arresto fino a sei mesi oppure un’ammenda fino a 516 euro, salvo che il fatto costituisca un reato più grave.Naturalmente, non scattano le manette per un telo lasciato incustodito, una bella multa sì. Regioni e numerosi Comuni hanno adottato ordinanze in questo senso. In Sardegna, per esempio, è vietato lasciare dopo il tramonto sedie a sdraio, tende e altre attrezzature su tutte le spiagge; disposizioni analoghe sono state introdotte in Puglia e in Emilia-Romagna. Alcune amministrazioni proibiscono qualsiasi oggetto incustodito, anche durante il giorno. La regola pratica è semplice: l’ombrellone può restare sulla spiaggia finché lo utilizza il suo proprietario, non può diventare un picchetto piantato per riservare il terreno a chi arriverà in seguito.