di Simona Plettosabato 30 maggio 20263' di letturaC’è chi, davanti al mare, conta le onde. E chi, prima ancora di stendere il telo, conta i bonifici. Perché nell’estate 2026 il vero sport da spiaggia non sarà il beach volley ma la caccia all’ombrellone “accessibile”, una disciplina estrema che richiede sangue freddo, calcolatrice e, possibilmente, uno stipendio non ancora evaporato tra mutuo, benzina e gelati formato famiglia. E così, mentre il ponte del 2 giugno inaugura ufficialmente la stagione della tintarella, gli italiani scoprono che il posto più vicino al bagnasciuga rischia di costare quanto una mini vacanza all’estero.A fotografare il fenomeno è Altroconsumo, che ha contattato in forma anonima 222 stabilimenti balneari in dieci località italiane, da nord a sud, monitorando i prezzi della prima settimana di agosto. Il verdetto è chiaro: rispetto al 2025 i listini salgono mediamente del 6%, ma negli ultimi cinque anni il rincaro complessivo ha toccato il 24%. Tradotto: l’ombrellone è diventato un piccolo bene di lusso, soprattutto nelle località più gettonate.Estate 2026, mare da sogno e lettini a 7 euro: ecco la meta perfettaCaro carburante, dubbi sugli aerei, prezzi alle stelle: l'estate 2026, per gli italiani e non solo, è un rebu...La regina dei rincari è la coppia Taormina-Giardini Naxos, dove i prezzi schizzano fino al +16% in un solo anno. Seguono Alghero con un aumento del 14% e Gallipoli con il 10%. Più contenuti gli incrementi nelle altre mete monitorate, tra il 2% e il 7%, mentre Alassio resta praticamente stabile. Stabilità che però non significa convenienza: la località ligure si conferma infatti la più cara d’Italia. Per una settimana in prima fila con ombrellone e due lettini servono in media 368 euro. Praticamente un mutuo con vista mare. I PREZZI Subito dietro c’è Gallipoli, dove la media delle prime quattro file arriva a 324 euro, seguita da Alghero con 274. Sopra quota 200 euro anche Taormina-Giardini Naxos, con 237 euro, e Viareggio con 232. Più “soft”, si fa per dire, Palinuro con 188 euro, Anzio con 179, Senigallia con 159 e Rimini con 158.La più economica resta Lignano, dove per la stessa sistemazione si spendono mediamente 157 euro. Una cifra che oggi viene quasi da definire rassicurante. Guardando invece la media nazionale delle prime quattro file, il conto continua a salire: 238 euro per la prima fila, 229 per la seconda, 219 per la terza e 210 dalla quarta in poi. In pratica, anche stare un po’ più lontani dall’acqua non salva davvero il portafogli. E a pesare non sono soltanto lettini e ombrelloni. Federconsumatori segnala infatti aumenti consistenti anche per cibo e bevande venduti negli stabilimenti: acqua, tramezzini e piatti da ristorante possono costare fino al 40-45% in più rispetto ai locali fuori dalla spiaggia. Senza dimenticare quei lidi che continuano a guardare con sospetto chi arriva con la borsa frigo da casa.Racchettoni in spiaggia? Attenzione vi può costare 10.000 euroGiocare a racchettoni sulla spiaggia può trasformarsi da passatempo estivo in un problema giudiziario. Lo conferm...Eppure qualche eccezione esiste ancora. Nel Ravennate, in Romagna, per esempio, il bagno Venere di Lido di Classe resiste come una piccola oasi anti-salasso: la prima fila stagionale costa 800 euro fino al 10 ottobre, ma ad agosto un ombrellone con due lettini si può trovare anche a 100 euro a settimana. Un caso raro, quasi romantico, in un’Italia balneare che sembra aver trasformato la tintarella in una prova di resistenza economica.Non sorprende allora che sempre più italiani guardino con interesse alle spiagge libere. Secondo l’indagine di Altroconsumo, il 35% preferisce la spiaggia gratuita, con o senza servizi, soprattutto per la libertà di scegliere ogni giorno dove andare e, naturalmente, per il risparmio. Chi invece opta per gli stabilimenti lo fa soprattutto per comodità, docce, cabine e attrezzature. Ma il problema è che gli spazi gratuiti continuano a ridursi.L’ESEMPIO