Spiaggia libera con servizi da lido. In parte garantiti dal Comune, in parte dagli “irriducibili” abusivi dell’ombrellone che “garantiscono” la comodità per meno di una decina di euro. Secondo blitz di polizia municipale e guardia di finanza (il 10 luglio intervennero i carabinieri) alla Rotonda Diaz. A distanza di dieci giorni scattano nuovi sequestri e altre denunce. A segnalare il “ritorno” dei noleggiatori (senza autorizzazioni) di ombrelloni, sedie, sdraio e lettini sono stati il deputato Avs Francesco Emilio Borrelli e il consigliere di Europa Verde della Municipalità 1 Lorenzo Pascucci dopo un sopralluogo in spiaggia per verificare le condizioni del Mappatella Beach.

«Le spiagge libere per le quali ci battiamo da anni sono destinate gratuitamente alla cittadinanza e non alle attività illegali e criminali - dichiarano in una nota il deputato Borrelli e il consigliere Pascucci - Ancora più grave che alcuni dei soggetti identificati oggi siano già noti alle forze dell’ordine e con precedenti». Lo scenario All’ingresso dell’arenile c’è una “vedetta” che avvisa i suoi quando arrivano i clienti. Incassa i soldi e nel giro di pochi minuti arrivano lettini, sdraio e ombrelloni a seconda delle richieste. Un “dipendente” monta la postazione e va via in attesa della successiva richiesta. Insomma, lo scenario è quello di sempre. Soprattutto di dieci giorni fa. Già perché, nonostante i sequestri e nonostante le denunce, i gestori dell’affare illegale non hanno smesso: l’estate è ancora in corso e il business non può andare perso. Soprattutto dopo i ritardi nell’assegnazione delle licenze demaniali per la gestione delle spiagge. E così, dopo essersi procurati altri ombrelloni e altri lettini, l’attività è ripresa. Stando alle decine e decine di postazioni trovate installate, la richiesta di servizi c’è. Del resto, per meno di una decina di euro, in molti non rinunciano alle comodità. I protagonisti sono sempre gli stessi: personaggi legati ad una potente famiglia criminale della Riviera di Chiaia che da sempre gestisce gli spazi di spiaggia libera del lungomare. Parchi aperti a singhiozzo e lidi balneari ancora chiusi: l’estate di Napoli dei nodi mai scioltiI numeri Nel giro di dieci giorni il business è stato riorganizzato bene. Almeno stando ai numeri degli ultimi sequestri. Si tratta di 35 ombrelloni, un tavolino, 55 sedie e due carrelli per il loro trasporto in spiaggia. Tutto come prima. Senza alcuno scrupolo. Anzi. Forse perché abituati ad avere problemi con la giustizia gli abusivi dell’ombrellone proseguono irriducibili nelle loro attività. E, sicuramente, tra qualche giorno (il tempo di riorganizzarsi) e scenderanno nuovamente in spiaggia a lavorare. «Ci sono anche denunce di utenti della spiaggia presentate alle forze dell’ordine che segnalano questo business - rincara la dose il deputato Borrelli - In particolare un cittadino che ne ha presentate due. Questa persona non può andare più sulla spiaggia perché minacciato e aggredito. Voglio ricordare che la spiaggia è di tutti e per tutti non di quanti, con prepotenza e arroganza, gestiscono impunemente questa attività illegale». Il precedente Il 10 luglio scorso nel corso di un blitz congiunto di polizia locale e carabinieri furono sequestrati tredici ombrelloni, ventuno sedie di plastica, quattro sdraio, sei tavolini e almeno una cinquantina di bevande tra acqua, birre e bibite gassate. Bagni pubblici e vani doccia erano stati trasformati in depositi privati, su spiaggia pubblica. Il tutto a discapito anche dell’immagine comunale perché in molti, sia stranieri e sia napoletani, secondo quando constatato dagli uomini in divisa, neanche sanno che quel servizio non è autorizzato. La spiaggia è libera, è pubblica, è attrezzata dall’amministrazione per consentirne a tutti l’accesso. Quindi pagare un ticket contraddice lo spirito con il quale si è proceduto all’organizzazione dell’arenile.