A Mappatella Beach non ci sono soltanto gli ombrelloni blu messi a disposizione dei bagnanti gratuitamente dal Comune di Napoli. Ci sono anche quelli che un gruppo di gestori abusivi fitta a cinque e dieci euro a ignari turisti ma anche agli stessi napoletani. Anzi, c’erano fino a ieri mattina, quando con un blitz congiunto di polizia locale e carabinieri, sono stati sequestrati tredici ombrelloni, nascosti in un buco appositamente realizzato nella zona delle docce e dei servizi igienici, ventuno sedie di plastica, quattro sdraio, sei tavolini e almeno una cinquantina di bevande tra acqua, birre e bibite gassate, occultate all’interno di uno dei bagni chimici pubblici, diventato il deposito privato degli illegittimi padroni della spiaggia. Sequestrato anche uno scooter elettrico con accelerazione potenziata e più di 100 euro, provento del business illegale, guadagnati in appena tre o quattro ore di “lavoro”.
L'indagine L’operazione è l’atto conclusivo di una indagine che i carabinieri della stazione Chiaia, guidati dal comandante interinale, il luogotenente Antonio Scognamiglio, e gli uomini della polizia locale dell’unità operativa di Chiaia, coordinati dal maggiore Bruno Capuano, hanno portato avanti nei giorni scorsi tra appostamenti e verifiche per documentare l’attività illecita e raccogliere le prove della richiesta di danaro fatta in cambio della fornitura di ombrelloni e sedie. A gestire questo lucroso affare, persone collegate ad una potente famiglia camorristica della Riviera di Chiaia che da sempre gestisce gli spazi di spiaggia libera del lungomare, come se si trattasse di un lido privato. Si tratta di pluripregiudicati che spesso si sono distinti per aver aggredito chi cercava di raccogliere immagini e testimonianze per denunciare sui social questo business illegale. Napoli, rubano borsello a turista e fanno shopping: incastrati dal Gps e arrestatiI commenti «Operazioni del genere servono non solo per ristabilire la legalità, ma anche per restituire un’immagine migliore della città ai tanti turisti che la visitano e ai cittadini che la vivono», spiega il comandante dell’unità operativa della polizia locale di Chiaia, Bruno Capuano, che aggiunge: «Molti vengono tratti in inganno da questi soggetti, convinti che per fare il bagno e prendere il sole in spiaggia sia necessario pagare. A tal proposito, infatti, abbiamo anche identificato numerosi turisti certi che fittare questi ombrelloni facesse parte di una attività istituzionale svolta dall’ente comunale. Far passare questo concetto significherebbe macchiare l’immagine della città. Ed è anche per questo motivo che siamo intervenuti». Le parole del maggiore Capuano sono confermate anche da alcuni turisti presenti in spiaggia che quasi si lamentano con le forze dell’ordine intervenute a interrompere la loro giornata al mare: «Non verremo mai più a Napoli», dice seccata una donna di Genova che con marito e figlio si stava rilassando a Mappatella Beach. Soltanto quando i carabinieri e la municipale li hanno invitati in ufficio per rilasciare una testimonianza da mettere a verbale, hanno capito di essere state vittime di un sopruso e che le forze dell’ordine erano lì per tutelarli. La giornata L’operazione congiunta tra polizia locale e carabinieri è iniziata intorno alle nove del mattino. Ma prima agenti e militari hanno monitorato a lungo gli spostamenti di alcuni dei membri del gruppo criminale, pedinandoli e appostandosi per individuare il deposito dove sono custoditi gli ombrelloni che vengono continuamente portati in spiaggia in base alla presenza dei bagnanti. Il motorino elettrico, poi sequestrato, è il mezzo usato per fare la spola tra il lungomare di via Caracciolo e i vicoli a ridosso della Riviera di Chiaia dove i clan della zona hanno le loro roccaforti. Poi, intorno all’una, l’arrivo delle divise ha posto fine all’attività dell’organizzazione. Nel tracciare il bilancio finale dell’operazione, il maggiore Capuano si è soffermato sull’importanza del lavoro svolto quotidianamente per contrastare il fenomeno dell’abusivismo a Mappatella Beach: «Non moto tempo fa siamo intervenuti per bloccare l’affitto degli ombrelloni. Speravamo che si sarebbero fermati ma così non è stato. Intanto i due soggetti gestori degli ombrelloni sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per commercio non autorizzato su demanio marittimo».










