Ombrelloni, sedie e tavolini per assicurarsi il «posto» sulla spiaggia libera. È quanto hanno scoperto gli uomini della Capitaneria di porto a Torre del Greco, nell'ambito dell'operazione «Mare e laghi sicuri 2026». L'intervento, condotto con il supporto della polizia municipale, è scattato in seguito a diverse segnalazioni giunte da turisti e bagnanti, che lamentavano l'occupazione indebita di ampi tratti di arenile mediante il posizionamento di attrezzature per il mare lasciate incustodite per interi giorni.

Nel corso dell'operazione, effettuata nella zona denominata «Laghetto» del litorale di Torre del Greco, sono stati rimossi e sottoposti a sequestro circa quaranta tra ombrelloni, sedie da spiaggia e altro materiale, restituendo alla fruizione pubblica gli spazi occupati abusivamente.Entra nel cortile di una casa a Torre del Greco: 32enne arrestato dai carabinieri«La pratica di occupare la spiaggia - si legge in una nota diffusa dalla Guardia Costiera - è una violazione del regolamento per la gestione del demanio marittimo, che vieta espressamente di lasciare, nelle aree di spiaggia libera, dopo il tramonto, ombrelloni, sedie a sdraio, tende o qualsiasi altra attrezzatura balneare».Cosa si rischia Chi lascia ombrelloni e altre attrezzature sulla spiaggia libera per “tenersi il posto” rischia, innanzitutto, la rimozione forzata del materiale da parte della Polizia locale, della Guardia Costiera o degli operatori comunali: l’attrezzatura finisce spesso in un deposito comunale, dal quale può essere recuperata solo in un secondo momento. In più, può essere applicata una sanzione amministrativa, ma l’importo non è identico ovunque: varia in base all’ordinanza balneare attiva in quel Comune o in quella Regione e, nei casi più gravi, può passare da poche decine di euro fino a cifre più elevate.Nei casi di occupazione particolarmente ampia o durata a lungo, inoltre, potrebbe configurarsi anche il reato di occupazione abusiva di demanio marittimo previsto dall’art. 1161 del Codice della navigazione, con una pena che va dall’arresto fino a sei mesi oppure con un’ammenda.