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A distanza di quasi due mesi, il Cga rivede e corregge la propria valutazione e salva il governo Schifani da uno scivolone che avrebbe avuto conseguenze disastrose. I bandi pubblicati dagli assessori a partire da gennaio per attuare i contributi previsti dalla Finanziaria non sono nulli per via del fatto che la Regione ha omesso di chiedere il parere preventivo agli stessi magistrati amministrativi. Né l’iter deve ripartire da capo, come ipotizzato a inizio giugno dalla sezione Consultiva del Cga. Un nuovo parere, emesso stavolta dalle sezioni Riunite, salva quanto fatto finora, pur lasciando aperti molti dubbi sulla procedura seguita dalla Regione. Un passo indietro. A inizio giugno l’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, ha chiesto al Cga di esprimersi sulla possibilità di aumentare i contributi previsti per gli imprenditori che assumono, andando oltre il regime europeo del de minimis. Qualche giorno dopo la sezione Consultiva del Cga ha messo per iscritto all’assessore che quel bando, in base a quanto prevede lo Statuto, è configurabile come regolamento e andava quindi sottoposto a un parere preventivo. L’aver saltato questo passaggio rende nullo quel provvedimento e tutti gli altri simili. Non un errore da poco, visto che è finito in bilico il cosiddetto piano triennale per il lavoro: 150 milioni all’anno di contributi a chi assume «semplicemente» e altri 50 a chi oltre ai contratti a tempo indeterminato prevede investimenti collegati.










