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È una partita che vale 250 milioni e coinvolge imprenditori che stanno assumendo, editori, giovani che vogliono rientrare in Sicilia e famiglie che sperano di ottenere contributi. A tanto ammonta il budget stanziato dal governo in una serie di bandi che hanno dato (o stanno dando) attuazione alla Finanziaria di dicembre e che rischiano di fermarsi per un errore procedurale: il mancato invio preventivo al Consiglio di Giustizia Amministrativa.
Il caso nasce dalla segnalazione che la sezione consultiva del Cga ha inviato all’assessore all’Economia Alessandro Dagnino qualche settimana fa. I magistrati hanno rilevato che i bandi - che danno attuazione agli stanziamenti della Finanziaria - sono configurabili come regolamenti e in questo caso, in base allo Statuto, vanno preventivamente esaminati dal Cga. Pena, la nullità. Che può essere fatta valere da un qualsiasi ricorrente escluso dalle graduatorie.
Alla Regione, senza tanto clamore, è scattato l’allarme rosso. E parallelamente sono stati i deputati della maggioranza a ricostruire le misure sub iudice. In primis ci sono i 200 milioni del cosiddetto piano per il lavoro: 150 sono contributi a chi assume «semplicemente», e altri 50 sono aiuti a chi oltre ai contratti a tempo indeterminato prevede investimenti collegati.







