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Il colpo di scena è maturato ieri mattina e svela una strategia parallela per salvare tutti i bandi da 250 milioni emessi finora dal governo per assegnare i fondi stanziati con la Finanziaria di dicembre a vari settori. L’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, ha ritirato l’emendamento che avrebbe fatto calare una sanatoria dell’Ars su un difetto procedurale rilevato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa (in particolare dalla sezione Consultiva) su ogni avviso pubblicato e quindi in corso.
Vicenda giuridicamente molto complessa. Le principali misure previste da singoli articoli della Finanziaria (i contributi agli imprenditori che assumono, quelli agli editori, il fondo per il south working, i bonus energia e via così) sono state attuate con decreti assessoriali in base ai quali l’Irfis ha pubblicato i bandi. Ma secondo il Cga questi decreti che fissano i requisiti per ottenere i fondi equivalgono a regolamenti e in quanto tali dovrebbero preliminarmente essere sottoposti al suo parere. Il fatto che non sia avvenuto ne provoca la nullità, che può essere fatta valere in ogni ricorso contro una graduatoria.
Dagnino nei giorni scorsi aveva presentato all’Ars un emendamento interpretativo col quale toglieva natura regolamentare ai decreti degli assessori, definendoli atti amministrativi. Aggirando così l’ostacolo del parere del Cga. Questa norma sarebbe stata votata oggi o domani se l’assessore, a sorpresa, ieri non l’avesse ritirata.









