Tre firme messe in ritardo bruciano undici milioni di euro di tasse del Comune. Con un regolamento approvato a marzo si erano voluti normalizzare i coefficienti impazziti del Cup, il Canone unico patrimoniale. Ma in realtà s’è combinato un pasticcio che apre le porte a un profondo squilibrio di bilancio.E da ieri c'è un primo effetto dirompente: tutta la spesa del Comune è stata bloccata dal ragioniere generale in via cautelativa, con una nota diramata agli uffici ieri pomeriggio. In questo momento, insomma, non si può comprare nemmeno una risma di carta da fotocopie. Situazione tesissima, vietati persino i prelievi dal fondo di riserva del sindaco.Al Comune, da qualche settimana, è scattato l’allarme per le tre firme sulla delibera apposte fuori dai tre giorni consentiti a pena di nullità per essere immediatamente esecutiva: quelle del presidente del Consiglio, del consigliere anziano e del segretario generale (quest'ultimo unico ad avere sottoscritto nei termini).Sulla vicenda è calato il massimo riserbo. L'imbarazzo è evidente...L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Comune di Palermo, tre firme messe in ritardo creano un buco di 11 milioni
Il regolamento del Cup impugnato e viene fuori l’errore: fu pubblicato fuori termine. Ora si tenterà con un nuovo voto ma da ieri tutta la spesa è bloccata in via cautelare










