Il consiglio comunale di Palermo ha approvato il bilancio previsionale 2026, rispettando così il termine del 28 maggio imposto dal commissario ad acta ed evitando il rischio di scioglimento. Una corsa contro il tempo che ha spinto l’aula a dare il via libera alla manovra senza due emendamenti tecnici che adesso dovranno confluire in una variazione di bilancio, su cui gli uffici sono già al lavoro. Gli emendamenti riguardano anche le risorse extra-comunali arrivate dopo la predisposizione dello schema di bilancio e ammontano a oltre 700 milioni di euro.«È la prima volta che si vota un bilancio in questo modo - ha affermato Giulio Tantillo, presidente del consiglio comunale di Palermo -. Adesso sarà corsa contro il tempo per recuperare i due emendamenti tecnici che valgono centinaia di milioni. Ci sono molte scadenze e dobbiamo mettere in sicurezza le spese del Comune».La legge fissava al 31 marzo il termine entro cui approvare i bilanci e la Regione ha commissariato i comuni inadempienti, fra cui Palermo; il commissario ad acta, lo scorso 13 maggio, aveva dato 15 giorni per la manovra e non ha risposto alla richiesta di un’ulteriore proroga di una settimana. «Il consiglio - ha sottolineato il presidente della commissione Bilancio Giuseppe Milazzo di FdI - ha dimostrato un grandissimo senso di responsabilità. Il commissario regionale a mio parere ha mostrato invece scarsa sensibilità, dato che i 15 giorni assegnati sono stati del tutto inusuali. Abbiamo ritenuto necessario liberare la città da un commissariamento inefficace». Il consiglio non ha votato l’immediata esecutività dell’atto proprio per approvare nei prossimi giorni una variazione che consenta di inserire nella manovra ulteriori entrate.Dal Pd Mariangela Di Gangi ha spiegato che «non abbiamo partecipato al voto perché non abbiamo condiviso le scelte compiute. Il sindaco e questa giunta evidentemente non godono della fiducia della maggioranza di centrodestra e ci auguriamo che aver rinviato gli emendamenti tecnici non causi rallentamenti o blocchi ai servizi essenziali».