La svolta viaggia in un documento di 24 pagine recapitato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa alla Regione qualche giorno fa. È il parere con cui i giudici amministrativi hanno dichiarato che i fondi che Palazzo d’Orleans ha stanziato per erogare contributi alle aziende che assumono non sono configurabili come aiuti di Stato. E sfuggono ai paletti imposti dall’Ue. Si può quindi erogare più dei 300 mila euro in tre anni previsti dal regime de minimis.Scatta ora una trattativa finale con Bruxelles. E la Regione arriva a questo appuntamento con un rapporto di forze nuovo. Tutto nasce dalla Finanziaria del dicembre scorso: lì Schifani e l’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, hanno fatto inserire il pacchetto lavoro, che consente di erogare 150 milioni all’anno per tre anni alle aziende che assumono lavoratori. A giugno Dagnino ha chiesto al Cga un parere sulla possibilità di erogare questi aiuti superando i limiti del de minimis. L’assessore ha motivato la sua intenzione richiamando una sentenza della Corte di Giustizia Europea che aveva concesso questa chance alle Azzorre. Secondo Dagnino la Sicilia ha gli stessi tre requisiti che hanno consentito alle isole del Portogallo di muoversi in deroga alle norme comunitarie sugli aiuti di Stato. I requisiti sono: l’autonomia istituzionale, l’autonomia procedurale e l’autonomia economica. Lo Statuto è la chiave di volta e il fatto che la Regione abbia finanziato con risorse proprie - e non statali o europee - è l’altro dettaglio essenziale che ha convinto il Cga. Il parere favorevole appena ricevuto consente a Dagnino di rivolgersi a Bruxelles non per chiedere una deroga ma per ottenere il riconoscimento di un diritto che sulla carta sarebbe già sancito dalle norme comunitarie in vigore e che il Cga e la Corte Europea hanno interpretato: «All’Ue non chiediamo una deroga ma di prendere atto che la misura prevista dalla Regione per le imprese che assumeranno a tempo indeterminato non è un aiuto di Stato. Non viola quindi la concorrenza comunitaria. Non ci serve l’autorizzazione ad applicare una eccezione a queste norme, chiediamo di accertare che non si applicano alla Sicilia. Saremmo la prima regione a ottenere questo riconoscimento».La partita ha un valore politico oltre che economico: la Regione potrebbe aumentare oltre il limite dei 300 mila euro gli aiuti che ogni impresa può ricevere. Ampliando così il novero di quelle che possono richiedere i contributi. Le trattative con Bruxelles, alla luce del parere che le rende più facili, sono già iniziate e dovrebbero definirsi a settembre. In tempo per la manovra bis, che così potrebbe prevedere nuove misure di sostegno alle imprese.
Regione Siciliana, dal Cga primo sì all'aumento di aiuti oltre i limiti dell'Ue
La svolta viaggia in un documento di 24 pagine recapitato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa alla Regione qualche giorno fa. È il parere con cui i giudici...








