<p>La specialità siciliana può trasformarsi da principio statutario a strumento concreto di politica industriale.
Il parere con cui il Consiglio di giustizia amministrativa ha riconosciuto alla Regione la possibilità di superare i limiti del regime “de minimis” per gli incentivi alle imprese che assumono rappresenta un passaggio potenzialmente decisivo non soltanto per il mercato del lavoro, ma anche per la capacità dell'Isola di attrarre nuovi investimenti.
Il pronunciamento richiama i requisiti di autonomia istituzionale, finanziaria e procedurale elaborati dalla giurisprudenza europea nel caso delle Azzorre.
Il nodo è il tetto ordinario previsto dalle regole europee: un'impresa unica non può ricevere più di 300 mila euro di aiuti “de minimis” nell'arco di tre anni.
Un limite che consente di concedere agevolazioni senza preventiva notifica alla Commissione europea, ma che può ridurre sensibilmente l'efficacia degli incentivi quando il beneficiario è un gruppo strutturato, ha già utilizzato altri sostegni pubblici oppure intende realizzare un progetto con un numero consistente di assunzioni.









