Una sentenza destinata ad assumere rilievo nel contenzioso tributario chiarisce i limiti degli automatismi nella gestione telematica degli adempimenti fiscali e riafferma un principio di particolare interesse per imprese e professionisti: il diritto del contribuente non può essere sacrificato quando questi ha rispettato gli obblighi previsti dalla legge e il mancato perfezionamento del pagamento dipende esclusivamente dalle modalità operative del sistema telematico. Con la sentenza n. 4459/2026, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Sicilia ha accolto l'appello di una società, annullando lo scarto di un modello F24 disposto dall'Agenzia delle Entrate e riconoscendo che il diritto a utilizzare il credito d'imposta non può essere compromesso quando il contribuente ha tentato di eseguire il pagamento entro il termine previsto e il mancato perfezionamento dell'operazione è dipeso dall'impossibilità di completarla nel giorno di scadenza, coincidente con un giorno non lavorativo.
La decisione affronta una questione destinata a interessare un numero crescente di imprese chiamate a gestire crediti fiscali attraverso procedure interamente digitalizzate. La Corte chiarisce infatti che gli automatismi informatici rappresentano strumenti di gestione degli adempimenti e non possono incidere sull'effettivo esercizio di un diritto riconosciuto dall'ordinamento quando il contribuente ha agito nel rispetto della normativa. La vicenda riguarda una società che, entro il termine del 31 dicembre 2023, tenta di versare, in regime di ravvedimento operoso, l'Iva relativa al mese di agosto dello stesso anno utilizzando in compensazione crediti d'imposta derivanti da agevolazioni edilizie, tra cui Superbonus ed Ecobonus. I crediti risultano regolarmente disponibili e utilizzabili solo a far data dal 30 dicembre 2023, ovverosia nell’imminenza del termine di decadenza scadente il 31 dicembre 2023. Tuttavia, poiché la scadenza cade in giorni non lavorativi, il sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate impedisce il pagamento mediante compensazione. La società, quindi, in data 31 dicembre 2023 (ultimo giorno utile per l’utilizzo del credito d'imposta) trasmette il modello di pagamento con delega di versamento posticipata al primo giorno lavorativo successivo, il 2 gennaio 2024.












