Nel labirinto del fisco italiano, la sostanza prevale finalmente sulla forma. È questo il principio cardine sancito dalla Corte di Giustizia Tributaria di Agrigento con una sentenza che promette di diventare un punto di riferimento per la tutela dei lavoratori autonomi. I giudici siciliani hanno stabilito un confine netto: una semplice omissione dichiarativa, seppur grave, non può tradursi nella perdita automatica di un regime fiscale agevolato, a patto che il contribuente mantenga tutti i requisiti sostanziali previsti dalla legge.

La vicenda, conclusasi con il deposito della sentenza, trae origine da un drammatico cortocircuito burocratico. Un professionista agrigentino, regolarmente aderente sin dal 2014 al regime fiscale di vantaggio per giovani imprenditori e autonomi, si era visto recapitare un pesante avviso di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate. Il motivo? Per l'anno d'imposta 2016, la sua dichiarazione dei redditi non era mai stata trasmessa telematicamente. Dietro quel mancato invio, tuttavia, non c'era la volontà di evadere, ma una tragica fatalità: il consulente fiscale incaricato della trasmissione era stato colpito da gravi problemi di salute, che lo avevano portato poco dopo al decesso.