Tra Washington e Teheran, le ritorsioni per ora corrono più veloci dei negoziati, ma il canale diplomatico sostenuto dal Pakistan resta aperto.

Come già annunciato da Trump, la risposta ai recenti bombardamenti iraniani contro basi statunitensi in Giordania non si è fatta attendere.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti riferisce di aver completato una massiccia ondata di bombardamenti all’alba di oggi, colpendo obiettivi militari sull’isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz e diverse località nella provincia del Khuzestan, nel nord del Paese, al confine con l’Iraq.

Mentre continua l’offensiva del regime degli ayatollah in Giordania e in Kuwait. Qui le Guardie della Rivoluzione hanno dichiarato giovedì di aver distrutto due hangar per droni e un deposito di carburante nella base statunitense di Ali Al Salem.

In una nota, Teheran ha spiegato che l’operazione è stata condotta nell’ambito di quella che è stata definita “la punizione dell’aggressore”.