11 Giugno 2026 – Lettura: 3 minuti

Lanciati 49 Tomahawk. Il Pentagono: «Atto di diplomazia coercitiva». Trump: «Israele non coinvolto». Missili dei pasdaran contro infrastrutture militari in Kuwait, Bahrein e Giordania.

La tregua tra Israele e Iran regge, quella tra Stati Uniti e Repubblica Islamica è invece ancora lontana. Nella notte c’è stata infatti una nuova ondata di missili Usa: lanciati in tutto 49 Tomahawk per colpire target all’interno Iran, alcuni dei quali a 65 chilometri da Teheran.

I pesanti attacchi statunitensi in Iran

Gli Stati Uniti, come hanno fatto sapere i pasdaran, hanno attaccato «un complesso produttivo, un centro di intrattenimento e una fortezza militare nei pressi di Karaj e Nazarabad, nonché una base locale delle Guardie rivoluzionarie a Pishva». Il New York Times, sulla base di immagini satellitari, riporta che gli Stati Uniti hanno colpito un’infrastruttura per la fornitura di acqua potabile sulla costa dell’Iran, vicino allo stretto di Hormuz: i danni osservati sono compatibili con la Gbu-39, una bomba piccola di precisione. Esplosioni sono state udite nella città portuale meridionale di Bandar Abbas, sull’isola di Qeshm e nelle città di Minab, Kargan e Sirik. Il Centcom, ha sottolineato che i raid «di autodifesa» hanno riguardato i sistemi di comunicazione, sorveglianza e difesa aerea. Il Pentagono ha spiegato che gli attacchi all’Iran sono un atto di «diplomazia coercitiva», che punta a ottenere concessioni da Teheran.