La crisi tra Stati Uniti e Iran è entrata in una nuova fase di escalation. Nella notte tra il 10 e l'11 giugno le forze americane hanno condotto una seconda ondata di attacchi contro obiettivi militari iraniani nel Sud del Paese, mentre Teheran ha risposto con una serie di operazioni contro basi statunitensi nella regione.Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato a Fox News che alti funzionari iraniani lo avrebbero contattato direttamente per chiedere la cessazione dei bombardamenti. Nel corso della stessa intervista ha descritto l’operazione militare americana come un attacco condotto con il dispiegamento di 49 missili Tomahawk e caccia, finalizzato a colpire sistemi radar e difese aeree iraniane.Secondo il presidente, gli obiettivi sarebbero stati localizzati a circa 65 chilometri da Teheran e lungo la costa sud-occidentale del Paese, affacciata sul Golfo Persico. Trump ha inoltre avvertito che gli Stati Uniti sono pronti a intensificare rapidamente l’azione militare se l’Iran non firmerà un accordo per porre fine alla crisi. "Domani li bombarderemo senza pietà", avrebbe dichiarato.Secondo il Comando Centrale americano (Centcom), gli attacchi sono stati lanciati come “raid di autodifesa” dopo l’abbattimento di un elicottero Apache statunitense nello Stretto di Hormuz. Washington sostiene che l’Iran abbia superato una linea rossa colpendo direttamente un mezzo americano e considera le operazioni in corso una risposta mirata contro infrastrutture militari e sistemi di difesa iraniani.Da parte iraniana è arrivata una ritorsione ritorsione contro basi e installazioni americane nella regione. Il comandante delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), Seyed Majid Mousavi, ha dichiarato che rendere insicuro lo Stretto di Hormuz non resterà impunito. "Rendete insicuro il sacro Stretto di Hormuz?! Faremo di questa regione un inferno per voi, da tutto l’Iran", ha scritto in un messaggio citato dall’agenzia Tasnim. Secondo le stesse fonti, la dichiarazione è arrivata dopo un nuovo attacco statunitense contro diverse città nel sud dell’Iran. In risposta, l’alto comando militare iraniano ha annunciato la chiusura completa dello Stretto di Hormuz, punto strategico attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio mondiale. In una dichiarazione separata, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha avvertito che qualsiasi imbarcazione che si avvicinerà allo stretto sarà “soggetta a provvedimenti decisivi”, invitando inoltre petroliere e navi commerciali attualmente operative nel Golfo Persico e nel Mar d’Oman a non lasciare le proprie aree di ancoraggio. Nel frattempo, le divisioni aerospaziali e navali dell’IRGC hanno condotto attacchi coordinati contro 18 obiettivi militari americani in tutta la regione.Sul piano politico, Trump ha definitivamente archiviato la fase negoziale che nelle scorse settimane sembrava aver riaperto uno spazio di dialogo tra Washington e Teheran. Il presidente americano ha ribadito che gli Stati Uniti intendono proseguire le operazioni militari e che l’Iran dovrà “pagare il prezzo” dello stallo diplomatico.Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha spiegato che gli obiettivi selezionati riguardano infrastrutture considerate essenziali per le capacità militari iraniane. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione americana è aumentare la pressione su Teheran affinché torni al tavolo negoziale accettando le condizioni poste da Washington sul programma nucleare e sulla sicurezza regionale.La crisi arriva dopo settimane di negoziati indiretti che avevano alimentato aspettative di una possibile intesa. Al centro del confronto restano il programma nucleare iraniano, il regime delle sanzioni e il controllo dello Stretto di Hormuz. La ripresa delle ostilità ha avuto immediate conseguenze sui mercati energetici, con tensioni legate al rischio di interruzioni nelle rotte commerciali nel Golfo persico.
Altra notte di raid tra Stati Uniti e Iran: Washington lancia 49 missili Tomahawk, Teheran colpisce le basi Usa nella regione. Trump: "Accordo o bombarderemo senza pietà"
Sale la tensione e si allontana la prospettiva di un intesa. "Tali attacchi costituiscono una risposta alla continua e ingiustificata aggressione da parte dell'











