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Maria Giovanna Faiella

Sane abitudini di vita, dall’alimentazione all’attività fisica, eliminando il fumo e l’eccesso di alcol; e poi: essere attivi anche socialmente e mentalmente, controlli e screening consigliati. Come prendersi cura di sé stessi in questa fase della vita

Se aspirate a una longevità in buona salute, è bene pensarci già nella mezza età, e anche prima. In particolare, la fascia di età che va dai 40 ai 60 anni è cruciale per prevenire malattie croniche come quelle cerebro-cardiovascolari, diabete, tumori, declino cognitivo.Ma cosa fare o non fare in questa fase della vita per vivere meglio anche più in là con gli anni? Lo abbiamo chiesto a Nicola Montano, presidente della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) e professore ordinario di medicina interna all'Università degli Studi di Milano e a Gianfranco Beltrami, specialista in Medicina dello Sport e Cardiologia, nonché vicepresidente nazionale della Federazione Medico Sportiva Italiana. C'è una buona notizia per tutti: «Non è mai troppo tardi per la prevenzione e le buone abitudini di vita, nemmeno quando si ha già una patologia, però, prima si comincia e meglio è» dice il professor Montano.

Perché camminare fa bene (ma non basta)Secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, per «attività fisica» s’intende qualsiasi movimento corporeo determinato dal sistema muscolo-scheletrico che richieda un dispendio di energie superiore a quello che abbiamo in condizioni di riposo; quindi, sono comprese tutte le attività motorie comuni della vita quotidiana come camminare, fare le scale, andare in bicicletta (o fare cyclette), nuotare.Ma perché fa bene l’attività fisica? Spiega il professor Beltrami: «Determina la secrezione di speciali proteine prodotte dai muscoli, sconosciute fino a pochi anni fa: alcune aiutano a migliorare la memoria, l’attenzione, le performance a livello mentale (quindi utili a prevenire o ritardare malattie come Alzheimer e Parkinson); altre servono a riparare i muscoli riattivando le cellule dormienti; altre ancora hanno un effetto antinfiammatorio, e sappiamo che l'infiammazione può causare diverse malattie croniche non trasmissibili, dalle cardiopatie alla demenza, dal Parkinson ai tumori».