MILANO – Luci e ombre della longevità. Se da una parte vivere più a lungo presenta i suoi indiscutibili vantaggi, dall’altro lato la sfida è riuscire a farlo nel miglior modo possibile, sia fisico sia finanziario. Secondo la ricerca Swg commissionata da Zurich, condotta su oltre duemila italiani tra i 18 e i 64 anni, i benefici attesi da una vita più lunga sono più tempo con le persone amate, più spazio per le passioni, la soddisfazione di vedere crescere i propri nipoti. Nello stesso tempo, però, il rischio che più spaventa i baby boomer è ammalarsi o, peggio, essere costretti a sopravvivere per anni in condizioni di salute precaria.

«La speranza di vita in buona salute e in piena autonomia non coincide con la speranza di vita - sottolinea Alessandro Santoliquido, global head of insurance di Unicredit - e ciò vuol dire che bisogna preoccuparsi per tempo di quello che potrebbe succedere. Quando tutti i baby boomer avranno più di 70 anni cosa faremo visto che ci saranno molti lavoratori in meno e molte più persone con necessità di cura e assistenza?» si domanda Santoliquido.

Come nota Renato Antonini, amministratore delegato di Zurich Investments Life, «oggi abbiamo circa 4 milioni di persone non autosufficienti, eppure l’anno scorso si sono vendute solo 130mila polizze long term care (garantiscono una rendita o un capitale in caso di perdita di autosufficienza, ndr), che ovviamente non risolvono tutti i problemi ma che offrono un’opportunità, nel quadro delle trasformazioni sociali e tenuto conto della nuova famiglia italiana», che vede al proprio interno sempre meno componenti e persone sempre più sole.