La longevità è uno dei grandi successi economici e scientifici dell’ultimo secolo, ma rischia di trasformarsi in una nuova linea di profonda frattura sociale. Oggi non è più sufficiente concentrarsi su quanto a lungo vivremo: la vera domanda è chi potrà vivere più a lungo in buona salute e chi invece accumulerà, lungo il corso della vita, svantaggi destinati a tradursi in anni aggiuntivi di fragilità.

È questa la riflessione che ha attraversato il convegno internazionale “Diseguaglianze nella longevità. Fattori determinanti, fragilità e risposte a una sfida sottovalutata”, organizzato dalla Fondazione Giorgio Cini a Venezia il 3 e 4 luglio, che ha riunito 21 economisti, demografi, medici e studiosi di politiche pubbliche per affrontare un tema destinato a incidere profondamente sui sistemi sanitari, previdenziali e di welfare.

Ad aprire i lavori è stato Daniele Franco, direttore scientifico della Fondazione, che ha sintetizzato il punto di partenza del confronto. «L’aumento della durata della vita rappresenta una sfida cruciale per le nostre società», ha detto, aggiungendo che si tratta di «un successo della scienza e dell’economia» che rischia però di diventare divisivo se non affrontato «con spirito critico e consapevolezza delle implicazioni demografiche, sociali, culturali, etiche, economiche».