L’allungamento dell’aspettativa di vita e il calo delle nascite sempre più diffuso hanno prodotto un cambiamento demografico in molte economie avanzate, dove la popolazione sopra i 60 anni cresce più rapidamente di qualsiasi altra fascia d’età. Da questa trasformazione nasce la cosiddetta longevity economy: l’insieme delle attività economiche, dei prodotti e dei servizi legati ai bisogni, ai consumi e al contributo sociale delle persone più longeve spesso tra le fasce di consumatori con maggiore potere d’acquisto. La longevity economy si estende in numerosi settori. Dalla sanità alla tecnologia, dal turismo al settore immobiliare, fino ai servizi finanziari e assicurativi. L’innovazione tecnologica gioca un ruolo cruciale: dispositivi per il monitoraggio della salute, telemedicina, applicazioni per la gestione delle terapie e sistemi di assistenza domiciliare digitale stanno diventando sempre più diffusi. Allo stesso tempo cresce l’interesse per prodotti legati al benessere, alla prevenzione e a stili di vita attivi.

Una grande opportunità economica per diversi settori, tra cui la cosmetica e il wellness. Secondo il Global Longevity Economy Outlook della Aarp nel 2020 le persone over 50 hanno generato – tra consumi, lavoro, servizi, assistenza, turismo, tecnologia – circa 45mila miliardi di dollari di Pil globale, pari al 34% dell’economia mondiale. Entro il 2050 il contributo potrebbe salire a 118mila miliardi di dollari, cioè circa il 39% del Pil globale. In Italia il fenomeno è ancora più forte perché il Paese è tra i più longevi al mondo. Gli over 50 generano quasi il 50% del Pil nazionale, pari a circa 845 miliardi di euro. Entro il 2040 questo valore potrebbe arrivare a 1.462 miliardi di euro. I consumi di questa fascia di pubblico potrebbero arrivare fino al 75% della spesa totale delle famiglie. Considerando invece solo le industrie dedicate all’invecchiamento e alla salute della longevità (come biotech anti-aging, healthtech, senior care) il settore globale era stimato intorno a 15mila miliardi di dollari nel 2020 e potrebbe arrivare a circa 27mila miliardi di dollari entro il 2030.