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Ultimo aggiornamento: 8:59
L’Italia invecchia rapidamente, ma la longevità non è solo un problema: può diventare la chiave per ripensare lavoro, territori e tecnologia, trasformando una crisi demografica in un progetto di innovazione sociale. Perché la domanda non è se diventeremo una società più anziana, ma che tipo di società anziana vogliamo costruire. Stefania Bandini, professoressa ordinaria di Informatica presso l’Università di Milano-Bicocca e Paolo Manfredi, esperto di innovazione e trasformazione dei territori e delle piccole imprese, ne parlano in questi termini in La società longeva, fresco di stampa per Egea.
Ilfattoquotidiano.it ne pubblica qui un estratto curato dagli autori
Il cambiamento demografico è un fenomeno epocale, per molti versi inarrestabile che, come il cambiamento climatico, chiama al doppio movimento di contrastarne l’avanzata e di convivere con gli effetti, intervenendo ad ampio spettro. Le politiche pubbliche e i sistemi territoriali dovrebbero assumere la prospettiva della longevità come orizzonte – l’unico – in grado di mitigare gli effetti della combinazione di invecchiamento, sostituzione demografica debole e spopolamento dei territori più remoti (e di tanta Provincia). Una visione alternativa all’attuale, sostanziale, posticipazione dei problemi, fatta di costosi e inutili balletti, ormai giocati sui mesi, sull’età pensionabile, di progressiva inadeguatezza della spesa sanitaria e conseguente affidamento alle inadeguate reti di cura informali.






