L'Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo, con una speranza di vita che supera gli 81 anni per gli uomini e gli 85 per le donne (dati Istat). Con l’invecchiamento della popolazione nascono però nuove sfide che rischiano di mettere sotto scacco i sistemi di welfare tradizionali. Malattie croniche e fragilità si faranno infatti sempre più comuni. E il Servizio sanitario nazionale fatica a garantire i bisogni di cura e assistenza di tutta la popolazione, spingendo sempre più italiani a coprire di tasca propria visite ed esami nel privato. Non a caso, i timori su salute, longevità e benessere in pensione, sono oggi tra le principali preoccupazioni delle famiglie italiane. In questo contesto, il settore assicurativo contribuisce a rafforzare la consapevolezza sulle esigenze in evoluzione, offrendo soluzioni integrate che si concentrano sulla prevenzione e il benessere continuativo, aumentando così la copertura dai rischi a vantaggio della stabilità economica complessiva.
Ridefinire salute e protezione
Un buon esempio è quello di Generali, che con il suo piano strategico “Lifetime Partner 27: Driving Excellence” mira a consolidare il proprio ruolo di protagonista nel mercato della previdenza, per rispondere al tema dei cambiamenti demografici. L’accento è posto, in particolare, su fasce di popolazione generalmente sottoservite, e quindi anche più vulnerabili, come donne, giovani, anziani, famiglie, migranti e rifugiati, cui proporre soluzioni assicurative di tipo pensionistico e di protezione e salute.






