L’umanità si scopre ogni giorno più vecchia: nei prossimi anni il numero degli over 60 è destinato ad aumentare in maniera esponenziale.

Di fronte a questa realtà nuova e irreversibile, emerge con insistenza la necessità di ripensare la vecchiaia, di scardinare i paradigmi con cui finora si è pensata la vita e di riscrivere i confini della giovinezza.

Questo è l’obiettivo del Vatican longevity summit che si è concluso ieri nell’Ateneo pontificio Regina Apostolorum, un evento promosso dall’Istituto internazionale di neurobioetica (Iinbe), in collaborazione con Brain circle Italia e con il patrocinio della Pontificia Accademia per la vita.

«Stiamo entrando in una fase completamente nuova della storia umana.

La democratizzazione della longevità rappresenta oggi una responsabilità globale», spiega padre Alberto Carrara, neuroscienziato, bioeticista, promotore del summit e presidente dell’Iinbe.