Centottanta euro medi a famiglia contro una spesa media nazionale di 350, stando a un recente studio della Uil. Nella seduta di lunedì sera, il consiglio comunale della Spezia ha approvato le tariffe Taric (la Tassa corrispettiva per i rifiuti gestiti a livello comunale) per l’anno 2026, che si confermano come le più basse d’Italia. La delibera Taric 2026 inoltre conserva invariate sia le agevolazioni Isee, sia gli sconti previsti per il compostaggio domestico e quelli per il conferimento in isola ecologica.
Un risultato per il quale i capigruppo di maggioranza (Oscar Teja, Giulia Giorgi, Giacomo Peserico, Domenico Zito, Barbara Ratti, Marco Zamponi, Umberto Maria Costantini) hanno espresso – attraverso un comunicato – soddisfazione: "E’ il frutto – scrivono – di nove anni di governo che hanno fatto salire la raccolta differenziata all’80,18%". Ma oltre a quelle positive, a emergere nero su bianco, sul documento, è soprattutto la nota amara per il voto che, contro la stessa delibera, è stato espresso dall’opposizione. "Chiediamo alle opposizioni di spiegare perché hanno votato contro la tariffa più bassa d’Italia e contro 300.000 euro destinati a chi è in difficoltà economica. Il risultato spezzino – si legge di seguito – non è solo un vantaggio per le tasche delle famiglie, ma è anche un dato ambientale concreto: grazie alla crescita della differenziata, il residuo non riciclabile è crollato da 23.479 tonnellate nel 2016 a 9.315 nel 2024. Meno residuo indifferenziato significa meno smaltimento in discarica e un risparmio di quasi 2,9 milioni di euro".











